Il Mare


Per la sua conformazione geografica la Puglia ha un grande sviluppo costiero, con oltre 780 Km. La costa pugliese presenta una notevole eterogeneità sia morfologica, con alternanza di tratti sabbiosi, falesie e coste rocciose basse, sia ambientale e naturalistica.
Il mare Adriatico, così come l’intero Mar Mediterraneo, rappresenta un cosiddetto “hot spot” per la biodiversità, ovvero un’area caratterizzata da elevati tassi di diversità biologica. Le comunità floristiche e faunistiche variano in base alla profondità. Gli ambienti costieri emersi come le scogliere rocciose, sono popolati da un numero contenuto di specie floristiche. Questi ambienti sono ideali per l’osservazione degli uccelli marini tra i quali spicca il gabbiano simbolo delle coste mediterranee: il gabbiano corso Larus audouinii. Sulle coste sabbiose non è difficile imbattersi in una nidiata di fratino Charadrius alexandrinus, specie sempre più a rischio a causa della cattiva gestione delle spiagge. Le grotte marine sono poi spesso popolate da varie specie di Chirotteri e da maestri del volo come il Rondone pallido Apus pallidus.
Scendendo sotto la superficie marina si ritrova il cosiddetto piano infralitorale, dove sono molto comuni la alghe brune. Questa zona è frequentata da svariate specie ittiche come i saraghi Diplodus sp. e le salpe Sarpa salpa, o di molluschi come i polpi Octopus vulgaris e le seppie Sepia officinalis. Estremamente importanti da un punto di vista ecologico sono le praterie di posidonia Posidonia oceanica, che si sviluppano su substrati sabbiosi e rocciosi fino a 40 m. di profondità. Queste praterie sono il fulcro di un complesso ecosistema con elevato tasso di biodiversità. Ancora più in profondità si sviluppa la cosiddetta zona del coralligeno, dove delle alghe rosse edificano strutture calcaree che sono il substrato per tantissime altre specie come le gorgonie es. Eunicella, Paramuricea, i coralli Corallium rubrum, e pesci come le murene Muraena helena. Nell’ambiente pelagico si possono poi incontrare le specie più grandi, come i cetacei. Lungo le coste pugliesi sono state avvistate diverse specie, come ad esempio il tursiope Tursiops truncatus, e la stenella striata  Stenella coeruleoalba. Specie come il tonno Thunnus thynnus, e la tartaruga caretta Caretta caretta, sono anch’esse comuni nell’ambiente pelagico. La colonna d’aria sopra il mare aperto, in particolare di inverno, si popola di uccelli marini come le berte maggiori Calonectris diomedea, i cormorani Phalacrocorax carbo, e il gabbiano reale mediterraneo Larus michahellis, che con un buon binocolo possono essere facilmente avvistate anche da terra.
Anche l’ambiente marino oggi deve far fronte ad una serie di criticità dovute alla pressione esercitata da svariate attività antropiche. In primo luogo, la pesca indiscriminata ha dimezzato i popolamenti ittici con gravi ripercussioni su tutte le catene ecosistemiche marine. L’inquinamento poi intossica le acque e danneggia le catene alimentari. In ultimo l’edilizia costiera e lo scriteriato turismo di massa hanno deturpato e continuano a deturpare centinaia di chilometri di costa.

 

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