Studio del de Romita

La vita e le opere di un grande del passato


Nella Bari dell’800 si formava un grande ricercatore che avrebbe cambiato la storia della scienze naturali della nostra regione e forse dell’intero mezzogiorno d’Italia.
Vincenzo de Romita nacque a Bari nel 1838 in una città che stava combattendo contro una grave epidemia di colera che l’aveva messa in ginocchio. Figlio di Raffaele de Romita e di Felicetta Laudati e terzo di 4 figli maschi,  fin dalla prima giovinezza manifestò una grande passione per le scienze naturali e per la fauna in particolare.  Studiò Scienze Naturali presso l’Università Federico II di Napoli. All’età di trentasei anni intraprese la carriera di insegnante di Scienze naturali presso il Regio Istituto Tecnico di Bari (ora Istituto Pitagora) del quale divenne anche Preside negli anni 1907-08. Dalla moglie Giuditta Calia ebbe quattro figli tra i quali Gaetano, fu l’unico a intraprendere gli studi del padre.
Vincenzo de Romita era un instancabile ricercatore, particolarmente radicato al territorio, ma al tempo stesso fu capace di tessere una fitta rete di contatti con i principali studiosi in campo zoologico dell’epoca, tra i quali possiamo citare l’illustre Prof. Enrico Hillyer Giglioli. De Romita nel corso della sua vita collezionò una vastissima gamma di reperti zoologici (in particolare ornitologici), ma anche minerali e rocce, reperti botanici, fossili e manufatti litici, raccolti in massima parte durante le innumerevoli ed entusiasmanti escursioni sul campo, quando ad esempio non esitava a calarsi spericolatamente in grotte e gravine. La ricca collezione ornitologica, in massima parte proveniente dalla provincia di Bari, si deve anche al fatto che de Romita era una figura molto conosciuta anche tra contadini e cacciatori, dai quali spesso riceveva reperti.
Vincenzo de Romita donò la sua collezione naturalistica al Regio Istituto Tecnico di Bari, ove insegnava. Curandone scambi, acquisti e classificando i reperti, de Romita costituì il museo di Scienze naturali che oggi possiamo ammirare.  
Durante la sua intensissima vita professionale, de Romita pubblicò diversi lavori, riguardanti in particolare la fauna barese, tra cui “Materiali per una fauna barese” grazie al quale nel 1900 fu premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi.
Negli ultimi anni della sua vita, Vincenzo de Romita, che aveva ormai raggiunto una grande notorietà nel mondo scientifico, continuò a dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento in una Bari divenuta ormai irriconoscibile per l’avanzare della modernità.
Morì improvvisamente nel maggio del 1914 all’età di 76 anni nello stesso mese della nascita.

 

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